L'equipe pedagogica
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Equipe Chiquitos
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Equipe Medie
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una persona
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Arte
Beatriz Parra Azcona
Maestra, medico di famiglia, cooperante internazionale e danzatrice, da anni crea e sostiene progetti che intrecciano cura ed educazione anche in ambito internazionale, contribuendo all’autorealizzazione di persone e sistemi in una prospettiva umanista.
In ambito educativo ha maturato una solida formazione ed esperienza in accompagnamento rispettoso all’infanzia, educazione viva, pedagogia attiva, pedagogia sistemica, educazione emozionale e matematica manipolativa. È cofondatrice di Malacatù, dove dal 2018 progetta ambienti ed esperienze educative che promuovono creatività, autostima e responsabilità, accompagnando quotidianamente bambini, famiglie ed équipe pedagogica nella crescita e nella cura della qualità educativa.
Lettera a voi
Credo in un’educazione che generi forza e movimento: contesti in cui si possa sperimentare, cooperare, sviluppare pensiero critico e creativo, imparando a conoscere sé stessi e a stare in relazione con gli altri. Accompagnare significa per me creare le condizioni perché ciascuno possa sentirsi capace, vivo e attore di una società fondata sul rispetto e sulla corresponsabilità.
Ho avuto la fortuna di studiare fino ai diciasette anni in una scuola erede dell’Institución Libre de Enseñanza, a Madrid. È stata un’esperienza che ha segnato il mio modo di guardare il mondo: fin da piccola ho vissuto nell’amore per la conoscenza, per le culture, per il pensiero critico ed etico, per la scoperta. Un dono prezioso che i miei genitori mi hanno fatto, insieme a tanti altri, e per il quale provo un'enorme gratitudine.
Credo che uno dei bisogni più profondi dell’essere umano sia quello di trovare senso: scoprire chi siamo, quale strada ci appartiene, quale relazione ci lega alla vita e agli altri. È qualcosa che amo osservare negli altri: quando una persona entra nel suo elemento, quando trova il proprio flusso, quando qualcosa dentro di sé si accende e prende forma. È un momento di grande bellezza, che mi emoziona.
Sento la scuola come un luogo che deve dare forza e aprire mondi. Un luogo in cui sia possibile coltivare curiosità, cultura, ricerca interiore e relazione con la vita. Uno spazio in cui ogni persona possa sentirsi accompagnata a scoprire la propria strada e a sviluppare le proprie potenzialità.
Sono laureata in Medicina e ho vissuto un significativo percorso nella cooperazione internazionale, lavorando per diversi anni prevalentemente in contesti africani. Questa esperienza, insieme al lavoro come medico di famiglia, ha consolidato in me una visione della cura come impegno sociale, ascolto profondo e attenzione alla dignità di ogni persona.
La danza contemporanea e il teatro-danza, che mi accompagnano dall’infanzia, completano il mio percorso come linguaggi di consapevolezza corporea, espressione e trasformazione.
E l’amore per le mie tre figlie, vederle crescere, mi riporta ogni giorno al mio proposito. Educazione, cura e movimento vitale si intrecciano in un unico impegno: contribuire all’autorealizzazione di persone profondamente umane.
Carola Caruso
Maestra, educatrice e formatrice con esperienza pluriennale in ambito pedagogico e psicoeducativo, lavora con bambini, famiglie e professionisti promuovendo inclusione e benessere relazionale. Laureata in Comunicazione Interculturale e prossima alla laurea in Scienze della Formazione Primaria, frequenta un Master in Educazione Emozionale e Benessere. Progetta e realizza da anni interventi educativi, percorsi di pedagogia attiva, pedagogia sistemica, supervisioni educative, educazione emozionale ed educazione linguistica in contesti scolastici ed extrascolastici per bambini, adolescenti e adulti.
Lettera a voi…
Il mio cammino personale e professionale è intrecciato fin dall'inizio: sono mamma di tre figli e credo che ogni esperienza di vita possa diventare nutrimento educativo.
Mi sono formata in Pedagogia Viva, Filosofia Ludica ed Educazione Emozionale, in Pedagogia del Bosco e in Pedagogia Sistemica. Ho approfondito la Comunicazione Nonviolenta, la comunicazione efficace, l'approccio montessoriano, l'educazione diffusa e diversi orientamenti della pedagogia attiva. Nel tempo ho costruito uno sguardo sistemico e relazionale, radicato nella convinzione che educare significhi coltivare legami, consapevolezza e responsabilità condivisa.
Lavoro da molti anni con bambini, bambine e adulti, in contesti educativi e scolastici, con particolare attenzione alle neurodivergenze e all'autismo. Ho progettato e realizzato interventi psicoeducativi, percorsi di accompagnamento per famiglie, supervisione di équipe e formazione docenti, collaborando con scuole, associazioni e realtà del territorio torinese. L'incontro tra arte, teatro, linguaggio e educazione è per me una via privilegiata per attivare partecipazione, espressione e pensiero critico.
Nel 2020 ho cofondato Malacatù Ambiente Educativo, dove mi occupo della progettazione pedagogica e didattica, dell'accompagnamento nella fascia primaria, della formazione degli adulti e della comunicazione del progetto.
Credo profondamente che un'educazione rispettosa dell'infanzia passi attraverso l'auto-educazione degli adulti. Per questo continuo a formarmi e a camminare in rete, con lo sguardo aperto e il desiderio di contribuire a costruire comunità educanti vive, consapevoli e capaci di generare trasformazione.
Marco Pollarolo
Economista, antropologo, narratore, esperto di teatro sociale e teatro dell’oppresso, lavora da anni tra educazione e sviluppo sociale. Collabora con realtà cliniche e formative conducendo laboratori narrativi e percorsi di gruppo. Cofondatore di Malacatù, contribuisce all’équipe pedagogica con strumenti di storytelling e pratiche dialogiche che stimolano pensiero critico, ascolto e coesione nei gruppi di bambini e adulti.
Lettera a voi
Sono Marco, economista, antropologo e narratore. Il filo che attraversa il mio percorso è il lavoro con i gruppi e i contesti sociali: ascoltare, comprendere, creare connessioni che generino consapevolezza e coinvolgimento attivo.
Ho lavorato per dieci anni nella cooperazione internazionale, di cui sette in Africa, occupandomi di progetti di emergenza e sviluppo nell'ambito della salute collettiva. Questa esperienza mi ha insegnato a leggere i contesti con sguardo antropologico, a riconoscere le risorse presenti nelle reti sociali e a valorizzare le relazioni come motore di cambiamento.
Mi sono formato in teatro sociale e teatro dell'oppresso e collaboro da molti anni con la Fondazione Mamre, centro di etnopsichiatria, dove intreccio dimensione clinica e laboratoriale lavorando con gruppi eterogenei: personale sanitario e scolastico, cohousing, richiedenti asilo, realtà psichiatriche, adolescenti. In questi spazi utilizzo il racconto, il corpo e la relazione come strumenti per dare voce, trasformare conflitti e costruire significati condivisi.
Come narratore, formato con cantastorie in Italia, Spagna e Sud America, porto lo storytelling in contesti di marginalità — carceri, residenze per anziani, strutture terapeutiche — e in percorsi clinici individuali e di gruppo. Dal 2014 realizzo progetti di Living Library sul territorio piemontese, come pratica di sviluppo sociale e contrasto a stereotipi e discriminazioni: attraverso l'ascolto faccia a faccia delle storie, le persone si incontrano e si riconoscono.
Dal 2018 sono tra i fondatori e parte dell'équipe pedagogica di Malacatù. Credo nel potere delle storie di risvegliare il pensiero critico, rafforzare il senso di appartenenza e far vibrare insieme le differenze, trasformandole in risorsa viva per il tessuto sociale.
Davide Dell'Anno
Psicomotricista, filosofo e maestro. Si forma in Filosofia tra Firenze e Torino, approfondendo etica, estetica e linguaggio, orientando la ricerca verso infanzia ed educazione libertaria. Dopo anni di lavoro con bambini, si specializza in psicomotricità relazionale (IFRA Bologna, CFP Torino), riconoscendo nel corpo un fondamento dello sviluppo e della relazione. Dal 2019 è maestro a Malacatù, dove integra pensiero critico, natura ed esperienza corporea.
Lettera a voi
Il mio percorso nasce dalla filosofia: mi sono formato tra Firenze e Torino, approfondendo etica, estetica e filosofia del linguaggio. È stato proprio seguendo le domande — una dopo l'altra — che il mio cammino mi ha portato sempre più vicino all'infanzia e al mondo dell'educazione.
Nel tempo ho sentito crescere una riflessione sempre più viva sul significato dell'educare: custodire il mondo così com'è, ma allo stesso tempo aprire possibilità perché possa diventare più giusto, più solidale, più umano.
Negli anni ho partecipato attivamente alla rete italiana per l'educazione libertaria e ho incontrato diverse esperienze di educazione in natura e non coercitiva. Sono stati contesti preziosi di confronto e di pratica, che hanno rafforzato in me l'idea che i bambini abbiano bisogno di spazi di libertà, fiducia e responsabilità per crescere.
Il lavoro quotidiano con loro mi ha portato a comprendere sempre più profondamente il ruolo fondamentale del corpo nei primi anni di vita. Il corpo è la radice dell'esperienza: è attraverso il movimento che i bambini incontrano il mondo, costruiscono la propria vita psichica e imparano a stare in relazione con gli altri.
Per questo ho scelto di dedicarmi alla psicomotricità relazionale, formandomi presso l'Istituto IFRA di Bologna e il CFP di Torino. Oggi collaboro con studi di psicomotricità del territorio torinese, conducendo percorsi individuali e di gruppo in cui il movimento diventa uno spazio di espressione, integrazione e crescita.
Dal 2019 faccio parte del gruppo che ha creato e gestisce Malacatù – ambiente educativo. Qui porto uno sguardo che cerca di intrecciare pensiero critico, esperienza corporea e relazione educativa.
Sono convinto che l'educazione sia un gesto profondamente umano e politico: un atto quotidiano che, nelle piccole cose di ogni giorno, può generare libertà, consapevolezza e responsabilità. In questo senso, stare accanto ai bambini significa anche imparare da loro, lasciarsi interrogare dal loro modo di abitare il mondo e continuare, insieme, a cercare strade nuove
Charlotte Hagelstein
Maestra, teatrante, artigiana. Diplomata in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Carrara e presso la scuola di circo Flic di Torino, intreccia arti performative e abilità manuali e creative. Dopo aver lavorato per molti anni con i bambini, proponendo, in vari contesti, laboratori, letture animate e attività ludico-ricreative, dopo aver lavorato come maestra dell’infanzia nelle scuole comunali di Torino, nel 2020, s'immerge nel progetto Malacatù, creando e sviluppando la proposta educativa per l'infanzia. Da allora accompagna i Chiquitos (3-6 anni) nel loro percorso di crescita. In questi anni segue formazioni di Outdoor Education, Comunicazione Non Violenta ed Empatica, Educazione Emozionale e pedagogia Montessori.
Lettera a voi
Figlia di una maestra appassionata, finisco le Magistrali a indirizzo psicopedagogico dicendomi che io la maestra non la farò mai. Intraprendo un percorso di formazione più artistico, ma la vita mi porta a lavorare continuamente con i bambini, cosa che mi piace molto, e la nascita di mia figlia mi riporta al mondo dell’educazione. Dopo una breve esperienza lavorativa nella scuola pubblica, conosco Malacatù. Il progetto è ancora solo un'idea che non si è ancora materializzata, ma che mi riporta a quella che è stata la mia esperienza di scuola elementare, in Belgio: una scuola di pedagogia attiva, ricca di esperienze e di vissuto di cui ho solo ricordi meravigliosi. Mi butto nell'avventura, la scelgo per me e per mia figlia che deve cominciare la prima elementare. Così nascono i Chiquitos, il gruppo dei piccoli (3-6 anni) di Malacatù. Qui ogni giorno ho la possibilità di creare e realizzare quello in cui credo. Credo in un'educazione che rispetti le potenzialità di ogni individuo. Credo nell’importanza delle parole come rivoluzione sociale, credo che prima di tutto ci voglia Amore e che l’educazione dei bambini passi prima dall’autoeducazione dell’adulto. Credo in un'educazione fatta da esperienze significative dove la bellezza, le relazioni sane e la natura giocano un ruolo fondamentale.
Annalisa Spurio Fascì
Psicologa, Drammaterapeuta e Maestra. Laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione , specializzata in Drammaterapia. Integra pratiche di drammaterapia , comunicazione nonviolenta , pedagogia viva ed educazione emozionale. Con esperienza nella tutela dell'infanzia e dell'adolescenza , si dedica a progetti per la promozione della salute mentale giovanile, con un'attenzione particolare verso i giovani in situazioni di fragilità. Forma insegnanti ed educatori su comunicazione empatica ed educazione emozionale. A Malacatù accompagna bambini e bambine 3-6 anni , con un approccio attivo ed esperienziale centrato sull'incontro e sulla relazione.
Lettera a voi
Sono laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione con una specializzazione in Drammaterapia. Mi sono formata all’interno dell’équipe multidisciplinare per la tutela dell’età evolutiva dell’ASL TO4 e da oltre dieci anni mi occupo di formazione innovativa e affianco al mio lavoro una costante ricerca e formazione sui processi creativi in ambito educativo e terapeutico. Ho approfondito la Comunicazione Nonviolenta integrandola con la Pedagogia Viva e l’Educazione Emozionale, di cui sono Tutor di progetti dedicati.
Il mio metodo di lavoro integra Psicologia, Drammaterapia, Comunicazione Nonviolenta ed Educazione Emozionale per costruire spazi sicuri in cui bambini, ragazzi e adulti possano riconoscere il proprio valore, esprimere la propria unicità e riscoprire il proprio potenziale, orientandolo verso il benessere attraverso una connessione più empatica con sé stessi e con gli altri. Collaboro con enti pubblici e fondazioni del territorio torinese attraverso la creazione di progetti rivolti alla promozione della salute mentale giovanile, con un' attenzione particolare verso gli adolescenti in situazioni di fragilità: in special modo mi dedico da anni ai giovani in affidamento familiare e in uscita da percorsi di tutela, e ai Siblings ( adolescenti con fratelli o sorelle con disabilità). Sono docente di laboratori di Comunicazione Empatica ed Educazione Emozionale e accompagno insegnanti ed educatori in percorsi formativi.
Dopo molti anni di lavoro al fianco di adolescenti sempre più in difficoltà , una domanda ha iniziato a farsi sempre più insistente dentro di me: cosa possiamo e dobbiamo fare per prevenire questo disagio? La fatica che tanti giovani attraversano non è solo una questione individuale. È il segnale di qualcosa di più profondo: un cambiamento nel modo in cui cresciamo, apprendiamo, costruiamo relazioni e troviamo il nostro posto nel mondo. Per questo ho iniziato a sentire che la vera sfida non è soltanto sostenere gli adolescenti quando il disagio emerge. Se vogliamo immaginare un’adolescenza più abitabile, più viva, più possibile, dobbiamo iniziare molto prima: dall’infanzia. È così che giungo a Malacatù Ambiente Educativo, dove dal 2024 accompagno bambine e bambini dai 3 ai 6 anni nel loro percorso di crescita con una convinzione profonda: educare all’ascolto, alle emozioni e alla relazione significa preparare il terreno per adulti più consapevoli e comunità più sane. Il mio approccio è attivo ed esperienziale e mette la relazione al centro. Perché è nella qualità dell’incontro — con sé stessi e con l’altro — che nasce la possibilità più autentica di cambiamento, per ciascuno, per tutti..
Serena
Maestra e appassionata d'arte
Laureata in Scienze della Formazione Primaria con specializzazione per la scuola dell’infanzia, lavoro da anni nel campo educativo tra scuola, progetti artistici e sostegno. Ho collaborato con associazioni e istituti scolastici del territorio torinese, occupandomi di laboratori artistici, educazione inclusiva e accompagnamento educativo. Ho approfondito la formazione su DSA, BES, autismo e sindrome di Down, oltre a educazione emozionale e pedagogia attiva. Oggi collaboro con Malacatù come accompagnatrice nella primaria e insegnante di storia dell’arte.
Lettera a voi
Sono nata a Torino il 15 dicembre del 1990 e sono mamma di un meraviglioso bambino. L'educazione, per me, è sempre stata molto più di un lavoro: è un gesto di amore, un cammino di crescita reciproca tra adulti e bambini.
Ricordo ancora quando, da piccola, giocavo a fare la maestra. Avevo otto anni e insegnavo inglese a mio papà seduti a un tavolino basso, circondati da fogli colorati. In quel gioco c'era già tutto: il desiderio di condividere, di spiegare, di accendere curiosità negli altri. Con il tempo quella passione non è mai scomparsa, anzi è cresciuta insieme a me.
Il mio percorso di studi mi ha portata a laurearmi in Scienze della Formazione Primaria, specializzandomi nella scuola dell'infanzia. Negli anni ho cercato di arricchire continuamente la mia formazione: ho approfondito temi legati ai DSA, ai BES, all'autismo e alla sindrome di Down, ho seguito percorsi di educazione emozionale e pedagogia attiva presso l'Accademia della Pedagogia Viva e mi sono avvicinata anche al mondo dell'arte con corsi di arte terapia e di storia dell'arte.
L'arte, per me, è un linguaggio potente: un modo per permettere ai bambini di esprimersi, immaginare, raccontarsi. Per tre anni ho portato laboratori artistici nelle scuole dell'infanzia e primarie con l'associazione artistica Artù, esperienza che mi ha permesso di vedere quanto la creatività possa diventare uno spazio di libertà e scoperta.
Nel mio percorso professionale ho lavorato come educatrice in ludoteca e spazio famiglia, collaborando con assistenti sociali e realtà del territorio, e come insegnante di sostegno nelle scuole primarie e dell'infanzia della città di Torino. Per cinque anni ho ricoperto il ruolo di maestra di sezione presso una scuola dell'infanzia, accompagnando quotidianamente i bambini nella loro crescita.
Oggi collaboro con Malacatù come accompagnatrice nella primaria, occupandomi in particolare del sostegno a una bambina con sindrome di Down, e come insegnante di storia dell'arte per il gruppo delle medie. È un luogo in cui sento di poter esprimere profondamente il mio modo di vivere l'educazione.
Credo in una pedagogia fatta di presenza, di ascolto e di relazione. Un'educazione emozionale e attiva, che passa anche attraverso gesti semplici ma profondi: un abbraccio, un sorriso, una mano tesa, braccia che accolgono e sostengono.
Mi piace pensare all'educatore come a qualcuno che cammina accanto ai bambini. Non davanti e nemmeno al loro posto. Il loro cammino è il loro, e i protagonisti della loro vita devono restare sempre loro. Il nostro compito è accompagnarli, offrire strumenti, contenuti, fiducia, e tenere la mano quando serve.
La gioia più grande è vedere nascere e crescere nei bambini quella scintilla di curiosità e passione che abita dentro ognuno di loro. Aiutarli ad accenderla, proteggerla e farla brillare è, per me, il senso più profondo dell'educazione.
Catiuscia Cipriani
Educatrice, danzatrice. Il mio percorso nasce dal mondo della danza. Mi sono diplomata come ballerina professionista presso l’Accademia di Danza Classica di Montecarlo e ho lavorato come ballerina e coreografa fino al 2007. Parallelamente ho conseguito il Diploma Psico-Socio-Pedagogico e collaborato con il Comune di Torino in progetti educativi per nidi e scuole. Negli anni ho approfondito Comunicazione Efficace e Comunicazione Non Violenta e oggi sono Tutor di progetti di Educazione Emozionale.
Lettera a voi
La mia storia nasce dal movimento. La danza è stata il primo linguaggio che mi ha insegnato ad ascoltare, a sentire lo spazio, a entrare in relazione con gli altri. Da lì è iniziato un cammino che, passo dopo passo, mi ha portata sempre più vicino al mondo dell’educazione.
Negli anni ho cercato modi per unire corpo, emozioni e relazione: lavorando con bambini nei nidi e nelle scuole, portando il movimento e la danza come strumenti per esprimersi, conoscersi e stare insieme. La formazione in Comunicazione Efficace e Comunicazione Non Violenta ha arricchito questo percorso, aiutandomi a coltivare uno sguardo più attento all’ascolto, alle emozioni e alla qualità delle relazioni.
Ma il mio incontro con Malacatù è nato prima di tutto come mamma. Cinque anni fa ho scelto questo luogo per mio figlio Nicolò, desiderando per lui un ambiente in cui i bambini fossero visti davvero: accolti nei loro tempi, sostenuti nelle loro passioni, accompagnati con rispetto e cura.
Oggi far parte di questo progetto come maestra ha per me un significato speciale. Significa continuare a credere in un’educazione che metta al centro il bambino, la sua unicità e il suo modo di stare nel mondo. Un’educazione che nutra la curiosità, la cooperazione e la gioia di scoprire insieme.
In un tempo che corre veloce, sento sempre più prezioso creare spazi in cui sia possibile rallentare, ascoltare, immaginare. Spazi in cui i bambini possano muoversi, creare, fare domande, sbagliare e riprovare. Spazi in cui le emozioni trovino posto e le relazioni possano crescere con autenticità.
È questo il cammino che continuo a percorrere, ogni giorno, insieme ai bambini.
Riccardo
Donat-Cattin
Sociologo per vocazione, webmaster esperto in search engine optimization per i casi della vita. Ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione Intercuturale nel 2009 e la laurea magistrale in Sociologia nel 2012 presso l'Università di Torino. Dopo una breve esperienza da ricercatore, è emigrato in Regno Unito, a Oxford, dove ha lavorato per 3 anni come media analyst. Al suo ritorno in Italia è cominciata la sua carriera di webmaster alla scoperta del bizzarro mondo dei motori di ricerca. Nello stesso periodo, diventato padre, ha cominciato il suo percorso di approfondimento delle realtà educative alternative, con particolare attrazione per l'educazione libertaria. Nel 2024 è tra gli apripista del progetto Malacatù Medie dove ora accompagna i ragazzi in lezioni guidate, gruppi studio e progetti legati ai percorsi di storia, inglese e musica, con note di scienze sociali ed educazione civica.
Una lettera a voi
Una maestra mi disse che la libertà di suonare il pianoforte non ci serve a niente se non sappiamo suonare il pianoforte. Così la mia passione per l'educazione libera è stata continuamente plasmata e ridefinita nella mia esperienza a Malacatù, grazie anche al contributo di vari autori e personaggi che mi hanno mostrato come diverse situazioni e diverse persone richiedano stili di accompagnamento differenti, e che le necessità dei bambini a volte non centrano nulla con la mia fissazione per la libertà. Perciò fuggo la gabbia dell'ideologia, ma continuo a credere profondamente che, per citare un altro maestro, Petr Aleksevic Kropotkin, le persone possono migliorare solo se hanno la libertà di farlo: non c'è prigione che renda un individuo una persona migliore. E allora è questa la mia missione a Malacatù: accompagnare, comprendere, offrire le condizioni attraverso cui questi ragazzi possano crescere, possibilmente felici e soprattutto consapevoli delle strade che percorrono. Il mio obiettivo, o meglio il mio sogno, è non far spegnere quella fiamma che arde nel cuore di ogni bambino affamata di conoscenza, e che i percorsi che tanti di noi hanno affrontato hanno visto affievolirsi, se non spegnersi completamente, spesso proprio tra i banchi di scuola. Malacatù non è un utopia realizzata. È un passetto in una bella direzione.
Lorenzo Bux
Biologo, prof, artigiano. Laureato in Biologia, ha maturato diversi anni di esperienza nel campo microbiologico prima di intraprendere un percorso nel mondo dell'artigianato, seguendo una forte vocazione artistica e manuale. In questo ambito ha sviluppato una particolare attenzione alla trasmissione del sapere, formando apprendisti e organizzando corsi dedicati alle attività manuali. Oggi accompagna le classi della scuola secondaria nel percorso matematico-scientifico, unendo rigore scientifico, creatività e passione per la scoperta.
Una lettera a voi
Fin da bambino sono stato affascinato dal mondo naturale: la flora, la fauna, i piccoli equilibri che tengono insieme la vita. Questa curiosità mi ha portato a scegliere un percorso di studi scientifici e a laurearmi in biologia, con il desiderio di comprendere più a fondo i meccanismi che regolano il mondo vivente.
Per diversi anni ho lavorato nel campo microbiologico, un'esperienza che mi ha insegnato il valore dell'osservazione, della pazienza e della ricerca. Col tempo, però, ho sentito emergere anche un'altra parte di me: il desiderio di creare con le mani, di dare forma concreta alle idee. Così ho scelto di dedicarmi all'artigianato, seguendo una vocazione artistica e manuale che mi ha accompagnato per molto tempo.
In quegli anni ho scoperto qualcosa di molto prezioso: la bellezza della condivisione del sapere. Lavorare accanto ad apprendisti, trasmettere tecniche, organizzare corsi di attività manuali mi ha fatto capire quanto imparare e insegnare possano essere processi profondamente vivi e reciproci.
Oggi porto questa esperienza anche nel lavoro con i ragazzi della scuola secondaria, accompagnandoli nel percorso matematico e scientifico. Cerco di trasmettere non solo contenuti, ma soprattutto curiosità, metodo e passione per la scoperta.
La scienza, per me, non è solo studio: è uno sguardo sul mondo, un modo per osservare, fare domande, cercare connessioni. E credo che proprio questa attitudine — la meraviglia di fronte a ciò che ci circonda — sia il motore più autentico dell'apprendimento
Chiara Contatore
Psicologa e arteterapeuta, nata a Bologna nel 1989, ha una formazione che intreccia psicologia, arte e pratiche di consapevolezza. Dopo il diploma scientifico sperimentazione Brocca, si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Torino e consegue un diploma triennale in Arteterapia presso il centro di Lecco. Ha svolto servizio civile in Perù presso una ONG che promuove l’educazione attraverso l’arte. Ceramista e arteterapista, dal 2017 conduce il laboratorio TerreChiare. Ha maturato oltre 18 anni di esperienza nel campo educativo.
Lettera a voi
Il mio percorso nasce dall’incontro tra psicologia, arte ed educazione. Fin da giovane ho sentito il desiderio di comprendere più a fondo l’essere umano e i suoi processi interiori, e questo mi ha portata a studiare Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università di Torino.
Parallelamente ho sentito sempre più forte il richiamo dell’arte come linguaggio capace di parlare dove le parole non arrivano. Questo mi ha portata a formarmi come arteterapista presso il centro di Lecco e a sviluppare nel tempo un lavoro che unisce creatività, espressione e accompagnamento delle persone nei loro percorsi di crescita.
Un passaggio importante del mio cammino è stato il servizio civile in Perù, in una ONG che promuoveva l’educazione attraverso l’arte. Lì ho potuto sperimentare quanto i linguaggi artistici possano diventare strumenti potenti di incontro, di espressione e di trasformazione, soprattutto nei contesti educativi.
Negli anni ho coltivato anche la pratica della ceramica, che per me rappresenta un dialogo profondo con la materia: un processo fatto di ascolto, pazienza e trasformazione. Dal 2017 porto avanti il laboratorio TerreChiare, dove la creazione artistica diventa spazio di ricerca personale, espressione e condivisione.
Da sempre sono interessata anche alle pratiche di consapevolezza e alla dimensione spirituale della vita. Mi interroga la possibilità di portare questa ricerca nel quotidiano, in modo semplice e creativo. In questo cammino mi accompagna la tradizione del Bhakti Yoga
Nel lavoro educativo cerco di intrecciare questi elementi — arte, ascolto, consapevolezza e relazione — per creare spazi in cui le persone possano esprimersi, incontrarsi e riconnettersi con la propria autenticità.
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Consulenze, formazioni, eventi culturali e creativi per adolescenti, adulti, famiglie e persone dedite all'educazione, curati da un gruppo di professionisti legati alla rete di Malacatù Ambiente Educativo.
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Malacatù - Ambiente Educativo | Pavarolo

Malacatù - Ambiente Educativo, Pavarolo. Mi piace: 2536 · 8 persone ne parlano · 9 persone sono state qui. Malacatù è un progetto di istruzione 3/13 anni, attivo dal 2019 tra le colline torinesi. Ci...